|
I DVD presenti in Biblioteca possono essere dati in prestito per una settimana
-
Il tempo che resta, di François Ozon (80 min., Francia 2005): un film che sconvolge e commuove. François Ozon, uno dei pochi registi di oggi in grado di affrontare in profondità le tematiche esistenziali, ci conduce con questo film nella sfera più segreta e dolorosa della vita di una persona, e lo fa con straordinaria sensibilità e delicatezza. Romain, giovane fotografo di successo, scopre di essere malato terminale. Rifiuta ogni trattamento, liquida il lavoro e rompe col suo compagno in modo da proteggerlo da una sofferenza più acuta. L'unica persona in grado di comprenderlo, e dalla quale si rifugia, è la nonna (una meravigliosa Jeanne Moreau), perché anche lei "sta per morire". Ma alla fine, malgrado tutto, la forza della vita riuscirà sorprendentemente a riaffermarsi. Il film è una cronaca appassionata e commovente della solitudine, del pudore, dell'angoscia di Romain, che non rinuncia a cercare la luce, il sole, il mare fino all'ultimo. E il tempo che resta a Romain è quello dell'accettazione e dell'attesa.
-
Dancer in the dark, di Lars von Trier (135 min., Danimarca 2000): Selma, un'emigrante ceca, è una ragazza madre che lavora in una fabbrica nella campagna americana. La sua grande passione per la musica, specialmente per tutti i pezzi cantati e ballati dei più famosi musical di Hollywood, l'aiuta a sopportare il grande dolore che nasconde a tutti: sta perdendo la vista e suo figlio Gene subirà la stessa sorte se non potrà sottoporsi a un costoso intervento chirurgico. Un giorno un suo vicino, altrettanto disperato, la accusa ingiustamente di avergli rubato i suoi risparmi. Da qui nascerà il dramma.
-
La forza della mente, di Mike Nichols (95 min., USA-GB 2001): basato sulla commedia di Margaret Edson vincitrice del premio Pulitzer nel 1999, La forza della mente ha per protagonista l'attrice vincitrice dell'Oscar Emma Thompson, diretta dal regista vincitore dell'Oscar Mike Nichols. Vivian Bearing è una professoressa di inglese dotata di spirito pungente che educa, ma al tempo stesso allontana da sé, gli studenti. Vivian non abbassa mai le difese, tenendo sempre rigidamente sotto controllo la vita professionale e quella privata, fino a che entrambe le sembrano sfuggire. Diagnosticatale una gravissima malattia, Vivian accetta di sottoporsi a una serie di trattamenti sperimentali, brutali e ripetuti. Per otto mesi la sua vita prende una piega inaspettata. Non più insegnante, bensì oggetto di studio per altri, Vivian Bearing sta per scoprire la sottile linea tra la vita e la morte che può essere percorsa soltanto con la forza della mente.
-
Good bye Lenin, di Wolfang Becker (115 min., Germania 2003): l'ottobre del 1989 non è esattamente il momento migliore per cadere in coma, se si vive in Germani Est e si è orgogliosamente comunisti. Ma questo è precisamente ciò che accade a Christiane, comunista ortodossa che entra in coma a poche settimane dalla caduta del Muro di Berlino, per risvegliarsi otto mesi dopo in una Germania completamente stravolta, e con il cuore così debole che qualunque shock potrebbe ucciderla. Tra striscioni giganti della Coca Cola e segni evidenti del nuovo che avanza, non sarà facile per parenti e amici nasconderle la verità sulla sua amata Germania Est. Campione di incassi, commedia rivelazione dell'anno Good bye Lenin ha commosso e divertito le platee di tutta Europa.
-
Paradise now, di Hany Abu-Assad (90 min., Germania-Francia-Olanda 2005): Khaled e Said sono amici da quando avevano otto anni, ora sono adulti, fanno entrambi i meccanici e sono stati scelti per partecipare, come kamikaze, a un attentato in Israele. L'amicizia, le paure, le illusioni e i dubbi di due ragazzi palestinesi, nelle 24 ore che li separano dall'azione suicida, attraverso cui credono di poter fuggire dall'inferno di ogni giorno e trovare il loro paradiso. Acclamato al Festival di Berlino un film imparziale che mostra l'assurdità di una guerra senza vincitori.
-
Le tre sepolture, di Tommy Lee Jones (120 min., USA 2006): il ranchero Pete Perkins, per onorare la morte del suo amico Melquiades Estrada, ucciso per mano di ignoti nel deserto e sepolto dalle autorità in una fossa comune, prima va in cerca dell'assassino e poi intraprende un avventuroso viaggio verso il Messico, affinché l'amico possa essere degnamente tumulato nella sua città natale...
-
Parla con lei, di Pedro Almodóvar (109 min., Spagna 2002): il sipario si apre sullo spettacolo di Pina Bausch, "Café Muller". Fra gli spettatori due uomini, seduti vicini per caso. Sono Benigno (Javier Cámara), un giovane infermiere e Marco (Dario Grandinetti), uno scrittore quarantenne. Qualche mese dopo, i due uomini si incontrano di nuovo a "El Bosque", la clinica privata dove lavora Benigno. Lydia (Rosario Flores), la ragazza di Marco è una torera caduta in coma durante una corrida. Benigno si occupa di un'altra donna in coma, Alicia (Leonor Watling), una giovane studentessa di danza. È l'inizio di un'intensa amicizia... lineare come le montagne russe. In quello spazio di tempo sospeso all'interno delle mura della clinica, le vite di quattro personaggi fluiranno in tutte le direzioni, passato, presente e futuro, trascinandoli verso un destino inaspettato.
-
Million dollar baby, di Clint Eastwood (137 min., USA 2004): nel corso di una vita passata sul ring, Frankie Dunn (Clint Eastwood) è stato allenatore e manager di alcuni pugili straordinari. Il suo unico amico è Scrap (Morgan Freeman), un ex pugile che manda avanti la palestra finché Maggie Fitzgerald (Hillary Swank) non entrerà nella sua vita. Frankie e Maggie scopriranno un'affinità che trascende il dolore e le perdite del passato, e troveranno l'uno nell'altro il senso della famiglia che avevano perso.
-
Mare dentro, di Alejandro Amenábar (125 min., Spagan 2004): Mare dentro passa su un tema troppo delicato e fragile per essere discusso: l'eutanasia, ciò a cui Ramón Sampedro, il protagonista del film, ambisce da 28 lunghi anni, da quel giorno maledetto in cui un tuffo mal calcolato lo ha reso tetraplegico. Un trionfo assoluto per uno dei film più belli e premiati della storia del cinema.
-
Le passeggiate al Campo di Marte, di Robert Guediguian (114 min., Francia 2004): François Mitterand è l'ultimo re di Francia e sa di esserlo. Ma è anche un uomo giunto alla fine della sua vita e che alla sua vita guarda con lucidità con un pizzico di nostalgia. Al giovane giornalista che sta scrivendo la sua biografia, Mitterand si racconta, svelando la sua controversa figura di presidente ma anche di tutto il fascino di un uono che sa avviarsi alla morte "dicendo sì alla vita".
-
21 grammi, di Alejandro González Iñárritu (120 min., USA 2003): 21 grammi tra la vita e la morte. Cristina, Paul e Jack: tre destini accomunati dai giochi del fato e scompigliati in un mosaico avvincente, in cui il finale precede l'inizio e le rabbie giocano d'anticipo sui movimenti... Un pugno di emozioni dirette allo stomaco. Un impeccabile puzzle. Una strepitosa prova del cast.
-
Philadelphia, di Jonathan Demme (120 min., USA 1993): un film che ha toccato le corde dell'umana comprensione con la storia sconvolgente di un giovane avvocato, che viene licenziato quando i suoi datori di lavoro scoprono che è affetto dall'AIDS, e della sua battaglia contro la discriminazione subita per difendere i propri diritti e la propria dignità.
-
Vivere, di Akira Kurosawa (143 min., Giappone 1952): un anziano funzionario malato di tumore dedica ogni sua energia al sogno di trasformare una zona paludosa in un campo di giochi per bambini. Un'impresa che darà un senso profondo alla sua esistenza, al di là della malattia, anche se alla sua morte solo le mamme dei piccoli si ricorderanno di lui. Attraverso il potente ritratto di un suomo solo davanti al proprio destino, Akira Kurosawa realizza uno di più importanti film sulla vecchiaia, permeato di realismo e simbolismo, emozione e rigore stilistico, con una struttura narrativa straordinariamente innovativa per l'epoca.
-
Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (99 min., Canada-Francia 2003): quando Remy scopre di avere una malattia terminale, tutte le persone che fanno parte del suo passato gli si stringono attorno, dando il la a una cerimonia degli addii tanto dissacrante, quanto commovente. Gli amici, gli amori, i figli... Con ironia e intelligenza Danys Arcand racconta l'agonia di un uomo e di un'intera generazione, consumata con leggerezza e con la massima vitalità.
-
La stanza del figlio, di Nanni Moretti (100 min., Italia 2001): un padre psicoanalista, una madre dolce e affettuosa, due figli adolescenti: legami familiari come sempre attraversati dalle luci e dalle ombre di una vita vissuta insieme. Finché l'irruzione del dolore non metterà alla prova anche gli affetti più profondi.
-
Sussurri e grida, di Ingmar Bergman (91 min., Svezia 1972): quattro figure femminili. Quattro differenti personalità. Nell'impenetrabile silenzio di una villa alla periferia di Stoccolma, il contrasto tra le due opposte polarità: i sussurri e le grida, la giovinezza e la maturità, il bene e il male, la fede religiosa e l'ateismo. Uno dei capolavori di Bergman, insuperato, complesso e limpidissimo allo stesso tempo.
-
Patch Adams, di Tom Shadyac (115 min. USA 1999): fra le mura tranquille di un ospedale un clown dalle scarpe gigantesche e dall'enorme naso rosso irrompe improvvisamente da una porta e percorre a grandi passi il corridoio. Attenzione pazienti... le risate sono contagiose! Il premio Oscar Robin Williams interpreta Patch Adams in una divertentissima commedia di buoni sentimenti, basata sulla storia vera di uno studente di medicina molto stravagante che mette a repentaglio la propria carriera pur di portare avanti il suo credo, secondo cui ridere non solo è contagioso, ma è anche la miglior medicina!
-
Film blue, di Krzysztof Kieslowski (98 min., Francia 1993): il film della libertà. Parigi. Julie perde il marito e la figlia in un incidente stradale. Sceglie, così, di chiudersi in un silenzio impenetrabile, di vivere il dolore fino in fondo. L'amore e la musica riusciranno a spezzare questo isolamento e a farle ritrovare il senso della vita.
-
Blue, di Derek Jarman (79 min., Gran Bretagna 1993): il celbre testamento del regista Derek Jarman. Sullo schermo completamente blu e senza immagini, scorrono le voci dei suoi attori di sempre, Tilda Swinton, Nigel Terry e John Quentin, accompagnate dalle musiche composte da Simon Fisher Turner. Il film è lo straziante e profondo racconto dei pensieri del regsita sulla malattia che lo ha portato alla morte, sui sentimenti, l'arte, la poesia, il cinema, la memoria, il tempo. In Blue, la fine della vita viene affrontata con la passione e la volontà di vivere che ha sempre contraddistinto Jarman.
-
Nick's film - Lampi sull'acqua, di Nicholas Ray e Wim Wenders (91 min., USA-Germania 1980): l'agonia del grande regista americano Nicholas Ray (1911-1979) ammalato terminale di cancro, filmata dal giovane amico Wim Wenders che lo va a trovare nella sua casa di Spring Street a New York: l'idea di fare insieme un film; una conferenza al Vassar College con la proiezione de Il temerario; i ritocchi al montaggio di un film incompiuto We can't go home again; infine il funerale del regista sul fiume Hudson, a bordo di una giunca cinese. Un film unico nella storia del cinema, una delle riflessioni più crude e insieme più dolci e sofferte del rapporto cinema-vita, condotte a partire da una dolorosa esperienza personale. E che ha fatto discutere per una serie di questioni morali.
-
The Others, di Alejandro Amenábar (100 min., USA 2001): Grace e i suoi due figli vivono in una grande casa isolata. I bambini soffrono di una strana malattia che li costringe a vivere al riparo dalla luce. Nell'oscurità che avvolge ogni momento della loro vita sta per accadere qualcosa di terribile e presto Grace dovrà affrontare la più profonda e angosciante delle paure.
-
Always - Per sempre, di Steven Spielberg (118 min., USA 1989): Dorinda (Holly Hunter) perde l'uomo della sua vita (Richard Dreyfuss) in una pericolosa missione di soccorso aereo, ma il pilota resta sulla terra sotto forma di spirito per rimanerle vicino, per restituirle la felicità e renderla nuovamente capace di amare. Una toccante fiaba romantica, in cui l'amore vince sulla morte, diretta da Steven Spielberg e interpretata da un cast di grandi attori, tra cui Audrey Hepburn, nella sua ultima indimenticabile interpretazione.
-
Ghost - Fantasma, di Jerry Zucker (122 min., USA 1990): riscopri il dramma, cullati nell'amore e preparati a credere, nel film che «Entertainment Weekly» ha definito imperdibile. Patrick Swayze è un giovane bancario, assassinato in un vicolo di New York. Con troppe cose lasciate in sospeso, Swayze chiede aiuto all'improbabile medium Woopy Goldberg (in un'interpretazione da Oscar), per ristabilire il contatto con il suo unico grande amore, Demy Moore.
-
Lo scafandro e la farfalla, di Julian Schnabel (107 min., Francia 2007): l'8 dicembre 1995 Dominique Bauby, giornalista e padre di due figli, cade improvvisamente in coma. Quando si sveglia è immobilizzato, colpito da quella che la medicina definisce la sindrome locked-in. Riesce a muovere solo la palpebra sinistra che diventa il suo legame con il mondo.
-
Il mestiere delle armi, di Ermanno Olmi (100 min., Italia-Francia-Germania 2000): 1526. Alle armate dell'imperatore tedesco Carlo V, guidate dal generale Zorzo Frundsberg deciso a impiccare il papa con un cappio d'oro, si contrappongono le truppe pontificie di Clemete VII al comando del generale Francesco Maria della Rovere duca d'Urbino. Tra le truppe pontificie si distingue il capitano Joanni de' Medici, conosciuto come Giovanni dalle Bande Nere. Stimato per la sua esperienza nel mestiere delle armi, è, ancora in vita, un mito irraggiungibile. Nel frattempo Alfonso d'Este, duca di Ferrara, venendo meno ai patti stabiliti col papa, cede alle truppe di Frundsberg quattro falconetti, sorta di primitivi cannoncini. La domenica del 24 novembre 1526 un proiettile esploso da questi ferirà gravemente proprio Joanni de' Medici, portandolo alla morte dopo quattro giorni di agonia.
-
Il sesto senso, di M. Night Shyamalan (107 min., USA 1999): Un inquietante thriller psicologico interpretato da un eccezionale Bruce Willis accanto al giovanissimo attore-rivelazione Haley Joel Osment. Il sesto senso è la storia di Cole Sear, un bambino di nove anni ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti. Del tutto indifeso, Cole fa suo malgrado da medium ad anime tromentate; confuso dai suoi poteri paranormali, è troppo giovane per comprenderne il senso e troppo spaventato per confidare il suo segreto. Solo il dottor Malcom Crowe, uno psicologo infantile, riuscirà a intuire la terribile verità che si nasconde dietro i poteri di Cole. Una storia sospesa tra realtà e incubo, due interpreti di eccezionale talento per un film che ha convinto la critica ed entusiasmato il pubblico.
-
Moonlight and Valentino, di David Anspaugh (103 min., USA 1995): Rebecca, giovane, bella e felicemente sposata, perde all'improvviso il marito in un incidente. Traumatizzata e confusa, non rimarrà comunque sola a lungo: attorno a lei si riuniscono la nevrotica sorella Lucy, la tirannica matrigna Alberta e l'eccentrica Sylvie, la sua migliore amica. Quando per il compleanno di Rebecca viene chiamato un imbianchino per ridipingere la casa, la presenza di quest'uomo sexy e misterioso scatenerà imprevedibili reazioni e passioni, e indurrà le quattro amiche a confrontarsi con i propri timori e a condividere segreti, paure e aspirazioni.
-
Un amore senza tempo, di Làjos Koltai (117 min., USA 2007): Ann è malata terminale, accudita dalle figlie Mina e Constance. La degenerazione della malattia la costringe a letto, ma ciò non le impedisce di tornare con la mente all'età in cui era una promettente cantante: negli anni cinquanta, inviata come damigella d'onore al matrimonio della migliore amica, conosce l'uomo che segnerà per sempre il suo cuore e la sua vita.
-
Il paradiso può attendere, di Warren Beatty e Buck Henry (100 min., USA 1978): Il paradiso può attendere è una romantica commedia fantastica che racconta la storia di Joe Pendleton, un quarterback dei Los Angeles Rams, per sbaglio chiamato in paradiso da un angelo custode troppo zelante. Pendleton viene rimandato sulla terra nel corpo di un altro uomo, un ricco finanziere. Mentre si allena per tornare a giocare con i Rams, Pendleton deve sfuggire a numerosi attentati alla sua vita, e si innamora di una bella ragazza inglese che protesta contro i danni causati al suo Paese da una delle sue molte compagnie.
-
Six Feet Under, di Alan Ball (prima serie completa; 693 min., USA 2002): Dalla mente di Alan Ball, vincitore dell'Oscar per America Beauty, arriva questa black commedy che è uno sguardo alla vita e alla morte dal punto di vista dei Fisher, una famiglia che gestisce un'impresa dui pompe funebri privata in California. Quando un autobus uccide Nathaniel Fisher, titolare della Fisher and Son Funeral Home a Los Angeles, la tragedia getta un manto oscuro sul ritorno a casa del figliol prodigo Nate. Quest'ultimo, insieme alla madre Ruth, al fratello David e alla sorella Claire, dovrà imparare a confrontarsi con la morte di una persona cara e tutti insieme dovranno cercare di capire come tirare avanti. Six Feet Under è uno sguardo tragicomico alla vita di una famiglia americana che si trova per la prima volta a sopportare il dolore per la perdita di una persona cara, gestendo un'attività da veri addetti ai lavori.
-
La morte sospesa - Touching the Void, con Joe Simpson e Simon Yates (102 min., Gran Bretagna 2003): Tratto dal un libro di Joe Simpson, questo film-documentario racconta l'avventura di due alpinisti, lo stesso Simpson e Simon Yates, sulla Siula Grande, nelle Ande peruviane. Durante l'ascesa, Joe scivola su un ghiacciaio e resta sospeso nel vuoto, legato all'amico da una corda di sicurezza. Simon tenta di salvarlo, ma quando si accorge che non ne ha la forza e rischia di essere trascinato giù recide la corda.
-
Il mio amico giardiniere, di Jean Becker (105 min., Francia 2007): Un pittore parigino ritorna alla casa d'infanzia nella campagna francese dove incontra un vecchio amico che assume come giardiniere. Sulla scorta di tanti ricordi del passato, fra i due uomini rinasce una sincera amicizia che allevia i molti problemi del presente. Dal romanzo di Henri Cueco, una toccante favola di amicizia, semplice e avvincente come una storia d'amore.
-
La custode di mia sorella, di Nick Cassavetes (109 min., USA 2009): Cosa tiene unita una famiglia? Nick Cassavetes, il regista de Le pagine della nostra vita e di John Q, dimostra di nuovo il suo talento con questo film incantevole nel quale vengono raccontati i sentimenti umani più profondi attraverso la storia di una famiglia messa duramente alla prova – e tenuta insieme – dalla malattia di una figlia. Cameron Diaz, Abigail Breslin, Alec Baldwin e gli altri membri di un cast eccezionale interpretano con grande sensibilità la storia dell'undicenne Anna Fitzgerald, concepita per essere la donatrice di sua sorella, malata di leucemia, ma che alla fine rivendicherà il diritto di poter disporre del proprio corpo. Questo atto di libertà potrebbe distruggere l'unione dei Fitzgerald. O, forse, potrebbe rappresentare il primo passo verso la consapevolezza di cosa siano dedizione e dignità e di cosa significhi essere una famiglia.
-
Caos calmo, di Antonello Grimaldi (107 min., Italia 2008): Caos calmo è quello che Pietro Paladini ha nel cuore da quando ha perso sua moglie Lara. Un giorno d'estate Lara muore all'improvviso, ma lui non è con lei, in quel momento è in mare e sta salvando la vita a un'altra donna, una sconosciuta. Sua figlia Claudia ha dieci anni e frequenta la quinta elementare. Pietro la accompagna il primo giorno di scuola e decide improvvisamente di aspettarla fino alla fine delle lezioni. Pietro si siede su una panchina ed osserva il mondo, scoprendo poco a poco il lato nascosto degli altri. I suoi capi, i colleghi, i parenti, tutti accorrono da lui per consolarlo: invece gli raccontano il loro dolore fino ad arrendersi davanti alla sua incomprensibile calma. Ma dopo il caos calmo per Pietro comincia l'epoca del risveglio.
-
Genova, di Michael Winterbottom (92 min., Gran Bretagna 2008): La città di Genova è lo sfondo di una delicata storia familiare. Joe (Colin Firth) lascia Chicago per trasferirsi in Italia con le figlie, in cerca di una nuova vita dopo un incidente in cui ha perso la moglie. Ricominciare non è facile e, mentre l'adolescente Kelly reagisce al dolore con le trasgressioni dei primi amori, la più piccola, sentendosi responsabile dell'accaduto, 'vede' la presenza della madre tra i vicoli della città. Dall'acclamato regista Michael Winterbottom, un film intenso sull'elaborazione di un lutto, sul perdono e sulla forza di rinascere, che trova in Genova, affascinante e misteriosa, l'ideale contrappunto ai sentimenti dei personaggi. Una commovente intepretazione di Colin Firth, premiato come migliore attore al festival del Cinema di Venezia 2009. |