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Nel corso del biennio 2006-2007 la Fondazione Ariodante Fabretti parteciperà, insieme al Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico territoriali dell'Università di Torino, al Dipartimento di Discipline medico-chirurgiche dell'Università di Torino, alla Fondazione Vera Nocentini di Torino, alla University of California, Berkeley (USA), all'Università di Kassel (Germania) e al Max Planck Institute for Social Anthropology di Halle (Germania), alla realizzazione del progetto di ricerca intitolato Invecchiare in Piemonte: contesti interculturali, prospettive interdisciplinari.
Il progetto, che vede coma capofila il Dipartimento di Storia dell'Università di Torino, muove dalla considerazione che «il tema dell'invecchiamento ha oggi una risonanza sociale e culturale molto rilevante: si prevede infatti che nel 2008 il 21% della popolazione mondiale sarà composto di persone oltre i sessant'anni».
Tale fenomeno, che interessa in particolar modo le società occidentali, è chiaramente individuabile anche su scala nazionale e regionale. Al fine di analizzarne quelle dinamiche di fondo che caratterizzano la società piemontese, attraverso un lavoro di ricerca svolto in équipe gli studiosi coinvolti si sono posti i seguenti obiettivi:
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documentare i diversi modi di pensare e di vivere l'invecchiamento in Piemonte, considerando situazioni differenti (città di varie dimensioni, campagna e villaggio); soggetti provenienti da culture locali o da altre regioni italiane o da continenti diversi;
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analizzare in prospettiva multidisciplinare questi processi e le loro trasformazioni nel corso degli ultimi trent'anni;
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analizzare i dati ottenuti al fine di evidenziare le criticità culturali, psicologiche e comportamentali nell'approccio con le moderne tecnologie informatiche e telematiche da parte dei soggetti anziani;
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individuare, su un campione selezionato ma significativo di popolazione over 70, le possibili implementazioni tecniche atte a supplire i deficit fisici tipici dell'età avanzata e a infrangere le barriere psico-sociali individuate nello studio;
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divulgare i risultati della ricerca condotta attraverso diversi dispositivi (seminari, conferenze, pubblicazioni) in tutti i contesti coinvolti nella tematica oggetto dello studio (scuola, università, operatori culturali, sociali e sanitari).
Con tale progetto (realizzato grazie ai fondi assicurati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino nell'ambito del «Progetto Alfieri») gli studiosi e le istituzioni coinvolte intendono offrire una serie di dati relativi alla soggettività degli anziani sul territorio piemontese che, lungi dal limitarsi a offrire risultati scientifici accessibili soltanto agli specialisti, possono anche avere benefiche ricadute sociali. Se si tiene conto, infatti, dell'attuale scarsità di informazioni in merito e della rapida trasformazione della situazione degli anziani nella nostra società, risulta chiaro come tali dati possano costituire la base per la formazione di tutte quelle categorie professionali implicate, a verio titolo, nella cura degli anziani o nell'organizzazione di eventi culturali che intendano coinvolgerli (in particolare operatori sociali, sanitari e culturali). Inoltre, la rilevanza pubblica che si intende dare alla riflessione potrà rivelarsi un utile strumento per infrangere un duplice stereotipi della vecchiaia ormai solidamente diffuso nella nostra era: quella - prediletta dal mercato - dell'anziano benestante e consumatore privilegiato; e quella del vecchio abbandonato da tutti, privo di ruolo sociale, di interessi e sovente indigente. |