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FONDAZIONE ARIODANTE FABRETTI
 
Salute, malattia, morte.
Conversazioni su medicina e fine della vita
 
Programma 2005
 
A seguito dell’iniziativa di formazione dello scorso anno, che ha visto il coinvolgimento di otto città nella Regione Piemonte (Alessandria, Biella, Bra, Casale Monferrato, Cuneo, Novara, Ovada e Tortona) e che ha suscitato notevole interesse, con una presenza di pubblico in sala che ha sovente superato le 100-150 persone, e con un intenso e interessante dibattito, la Fondazione Fabretti ha proposto per l’anno 2004-2005 un nuovo ciclo di incontri, che ha interessato le seguenti città: Vercelli (lezione di Marzo Marzano, discussant Paolo Basunti), Verbania-Intra (lezione di Luca Ostacoli, discussant Sergio Cozzi), Ivrea (lezione di Stefania Chiodino, discussant Sergio Bretti), Aosta (lezione di Ivo Quaranta, discussant Marco Musi), Pinerolo (lezione di Ivo Quaranta, discussant Vincenzo Sidoti), Asti (lezione di Stefania Chiodino, discussant  Franco Testore) e Saluzzo (lezione di Pia Massaglia, discussant Davide Perroni e Anna Rovere).
Il filo conduttore degli incontri proposti per il 2004-2005 è stato la riflessione su come la medicina occidentale si pone nei confronti della fine della vita, su come affronta temi ardui come quello del dolore e dell’eutanasia, su quale ruolo attribuisce alle figure curanti e, ancora una volta, su come si può intervenire sul significato e sulla gestione delle emozioni.
 
Ciascuna giornata è stata organizzata come segue: dopo i saluti, una proiezione cinematografica di circa un quarto d’ora ha introdotto il tema prescelto, brevemente commentata da un docente dell’AIACE di Torino.
Ha fatto seguito una lezione, della durata di circa tre quarti d’ora, che ha affrontato il tema da un punto di vista generale. Un medico o un infermiere hanno affiancato il relatore in ogni incontro: loro compito è stato quello di riportare la tematica trattata sul piano dell’esperienza di chi lavora nelle strutture sanitarie. Il dibattito ha concluso ogni incontro.
 
A Torino si è infine proposto un convegno sull’interculturalità nelle strutture sanitarie, dal titolo Salute, malattia, morte. La dimensione interculturale, tema più volte sfiorato e mai ancora trattato in modo approfondito. Da un lato il convegno mirava ad accrescere la conoscenza sul modo di vivere la malattia e la morte di alcune comunità religiose o di identità culturali individuali o di gruppo; dall’altro tentava di proporre dei modelli di convivenza e di rispetto delle esigenze di tutti. L’ospedale e le altre strutture di ricovero e di cura sono infatti il luogo d’incontro, seppur forzato, tra persone appartenenti a diverse culture e tradizioni religiose, in una situazione in cui l’uomo sperimenta la propria fragilità, vulnerabilità e mortalità. Nella stessa stanza possono trovarsi il cristiano e il musulmano, il credente e l’ateo, il bianco e il nero. Le strutture sanitarie sono dunque luogo privilegiato di una riflessione sull’interculturalità, che si preoccupi non solo di tollerare la diversità, e certo di rispettarla, ma di comprenderla e di considerarla un arricchimento e un’occasione di scambio.
Al convegno, che si è svolto il 16 novembre nell'Aula magna del Rettorato, sono intervenuti Francesco Remotti, Enrico Comba, Roberto Beneduce, Simona Taliani e Silvia Sai.

 







 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 
 

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