Ricerca e Formazione

La ricerca

La ricerca e la formazione sono due pilastri della Fondazione Fabretti. Per quanto riguarda la ricerca abbiamo maturato un’ampia esperienza in campo storico-sociale e, a partire dal 2010, antropologico.

Dal 1999 ad oggi, molti sono stati i temi affrontati, tra cui:

– la storia della cremazione in Italia e a Torino, soprattutto ad opera di Giovanni De Luna;
– i riti funebri nel mondo (e poi, in particolare, i riti del Commiato), oggetto di studio di Marina Sozzi, Francesco Remotti, Adriano Favole e di vari altri studiosi;
– l’invecchiamento della popolazione, con la collaborazione di Luisa Passerini, Stefania Voli, Inaudi, Enrico;
– la dimensione interculturale della morte in una società sempre più abitata da cittadini di differente provenienza culturale, ricerca diretta da Alessandro Gusman con la collaborazione di vari laureandi del dipartimento di Antropologia dell’Università di Torino;
– l’antropologia della morte e della violenza, tema coltivato da Cristina Vargas;
– il rapporto tra medicina e morte nel corso dei secoli (e fino ai giorni nostri), affrontato grazie alla collaborazione con Giorgio Cosmacini (Università San Raffaele, Milano) e Georges Vigarello (Sorbona, Paris V, Parigi), con la collaborazione di Elisabeth Belmas, Maria Luisa Betri, Maria Canella, Dominique Memmi, Serenella Nonnis, Alessandro Pastore, Ivo Quaranta, Anne Rasmussen, Marina Sozzi, Paola Zocchi;
– i cimiteri, nella loro dimensione storico-antropologica e nel loro ruolo di memoria individuale e storica (Antonio Dieni, Luca Prestia, Ana Cristina Vargas, Alessandro Gusman);
– l’eutanasia, come problema antropologico, problema studiato da Federica Verga Marfisi.
Attualmente sono in corso nuovi progetti, che possono essere approfonditi nella nostra sezione di RICERCHE.

La formazione

La Fondazione Fabretti si occupa anche di FORMAZIONE, destinata in particolare all’ambito sanitario e funerario. I corsi sono gestiti da un’equipe di formatori con un’esperienza specifica nell’ambito del morire, dell’accompagnamento al morire, delle cure palliative, del lutto dei congiunti e degli operatori.
L’equipe è interdisciplinare, e comprende medici e altre professioni sanitarie, psicologi, counselor, antropologi, sociologi, bioeticisti e tanatologi, al fine di proporre una costante innovazione di metodi e contenuti formativi. Grazie al lavoro d’équipe, i formatori sono in grado di studiare una formazione ad hoc per esigenze anche molto diverse tra loro.