Lunedì 14 novembre 2016 ore 17.30
Presso il Circolo dei Lettori – Sala Gioco
Via Bogino, 9 – Torino
I appuntamento del Ciclo di incontri “Passaggi. Il ciclo di vita e i legami affettivi”

Introduce
Ana Cristina Vargas (Fondazione A. Fabretti, Università di Torino)
Relatori
Caterina di Chio (Psicologia e psicodrammatista)
Sofia Massia ( Psicologa Psicoterapeuta – Area G)
Arianna Garrone (Responsabile progetto di sostegno al lutto Fondazione Fabretti)

Ingresso libero e gratuito

Anche quest’anno, la Fondazione Fabretti organizzerà, in collaborazione con la SOCREM Torino e con il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, il ciclo di incontri “Passaggi. Il ciclo di vita e i legami affettivi”. Il filo conduttore sarà il concetto di passaggio, declinato nelle varie forme che assume nel corso delle esperienze personali e collettive dell’esistenza. La vita infatti non è un percorso lineare, ma può presentare strade tortuose, ricche di cambiamenti e trasformazioni. In questo viaggio attraverso esperienze articolate e molteplici, si susseguono numerose sfide con le quali ci si confronta: tra queste si trovano inevitabilmente anche il dolore, la fine e la perdita.

“Quei silenzi assordanti. Parlare della morte con gli adolescenti” è il titolo del primo appuntamento del ciclo: l’incontro rappresenterà un’occasione in cui riflettere e confrontarsi sul lutto e sulla perdita vissuti nel periodo adolescenziale e sulle implicazioni che queste esperienze portano con sé.
Le esigenze e i bisogni comunicativi specifici dei ragazzi costituiscono il punto di partenza per affrontare il tema della morte in questa particolare fascia d’età: nonostante questo argomento sia spesso presente nei pensieri nelle paure e nell’esperienza dei giovani, non è facile trovare i linguaggi giusti. C’è il rischio di genere dei silenzi che dentro fanno un gran rumore, di non riuscire a esternare ciò che si prova, a chiedere aiuto o a trovare conforto quando necessario.
Quando si affronta la questione, c’è inoltre il rischio di parlare a, senza riuscire a parlare con i più giovani riguardo alla perdita, facendo così aumentare la distanza e la sensazione di chiusura per l’impressione di non sentirsi pienamente compresi.

Durante l’incontro si rifletterà su queste sfumature e verrà posto l’accento sulle risorse da mettere in campo per costruire una buona comunicazione per affrontare insieme i dubbi, le paure, il dolore.